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Sono Carla Bertolino ed insieme a mio marito, Valerio Giordano, gestisco da 30 anni un negozio di macchine per cucire a Mondovì, dove è sempre stata fortemente radicata la cultura del cucito, già dal primo dopoguerra.

Va ricordato che le uniformi militari per i nostri soldati erano confezionate dalle madri di famiglia, che, per ottenere introiti durante l’assenza dei mariti combattenti al fronte, accettavano di svolgere questo lavoro. Già in quegli anni, avevano sede in Mondovì alcuni negozi di macchine per cucire, che diventarono più numerosi nel secondo dopoguerra, durante il boom economico che interessò tutta la nostra Nazione. Le marche più vendute nei negozi specifici di macchine per cucire erano Necchi, Singer, Elna, Vigorelli, Borletti, Pfaff, ma, in molti negozi non specifici si  potevano acquistare marche di minore importanza, come Jone, Gritzner, Diamant e altre.

È in quel periodo che sorsero nella città molti abitifici industriali, sartorie apprezzate e negozi specializzati in tendaggi ed arredamento per la casa. Essi davano il lavoro da svolgere anche ai privati: numerosissime casalinghe accettarono di lavorare da casa per queste aziende e negozi, contribuendo così al bilancio familiare senza privare il focolare domestico della loro preziosa presenza.

Queste cucitrici, inoltre, lavorando in casa, trasmettevano l’arte del cucito a figlie e nipoti, invogliandole a loro volta, a cimentarsi in questa attività. Ciò portò negli anni 50 e 60 del 1900 ad una generazione di donne che avevano potuto apprendere la preziosa arte del cucito.

Il movimento femminista alla fine degli anni 60 e 70 sembrò allontanare la donna dal cucito – così come da tutte le altre attività prettamente femminili – ma in realtà, con il tempo, se ne modificò soltanto l’approccio, facendolo diventare un divertente hobby oltre che un rilassante modo per esprimere la propria creatività.

Tale differenza è, infatti, da sempre osservata dai rivenditori di macchine per cucire che, nel corso dei decenni trascorsi, hanno visto, nei propri negozi, avvicendarsi clienti con richieste man mano diverse e differenziate, dovute proprio all’evoluzione sociale ed umana che da sempre investe le donne e tutto il genere umano.

Nei decenni a venire, la domanda del prodotto macchina per cucire si fece sempre più crescente, tale da portare all’apertura di negozi specifici che si distinsero per tanti anni nella vita commerciale ed economica di Mondovì.

Con il diffondersi di abitifici e sartorie, nacque anche la figura del meccanico specifico sia per le macchine da laboratorio sia per quelle domestiche. Va ricordato che alcuni negozi storici di abbigliamento di Mondovì avevano addirittura le loro sartorie interne, ben attrezzate e gestite da sarte esperte.

La necessità di personale sartoriale qualificato fece fiorire le scuole di taglio e cucito, che davano l’opzione di iscriversi sia a corsi per il cucito amatoriale, sia a quelli per la sartoria industriale, o a corsi di modellistica taglio e confezione per il semplice fai da te. Ciò portò all’apertura di un numero sempre maggiore di mercerie e negozi di tessuti.

Pertanto, in base a ciò che si è verificato a Mondovì e nelle sue valli, sotto il profilo commerciale, possiamo affermare che una buona fetta dell’economia monregalese provenisse dal settore sartoriale.

I negozi di macchine per cucire erano dislocati a Mondovì Breo. All’inizio degli anni 50 del 1900 nella parte alta di via Beccaria (verso piazza Cesare Battisti) c’era la concessionaria Necchi mentre, in via Meridiana, angolo piazza San Pietro, un grazioso negozio che vendeva articoli da merceria e ricamo, aveva la concessionaria Elna. La concessionaria Singer si insediò qualche anno più tardi, nella parte alta di piazza Cesare Battisti (da fotografie di Mondovì Breo dei primi anni del 1900, si nota un negozio con tanto di grande insegna “macchine da cucire” sul lato basso di piazza Cesare Battisti, lato Ellero). Infine, alla stessa epoca risale un negozio di macchine per cucire e per maglieria anche in via Sant’Agostino.

Il nostro negozio è presente dai primissimi anni del 1950, da sempre al numero civico 23 di via Beccaria ed è nato come concessionaria esclusiva Vigorelli.

Alla fine degli anni 80, subentriamo mio marito ed io, giovani e coraggiosi e desiderosi di esprimere le nostre capacità in un’attività propria. Anche se completamente inesperti e indebitati (avendo rilevato l’attività dal precedente proprietario), eravamo caparbi e tenaci e così, anche se all’inizio non fu per niente facile, fummo sempre contenti della decisione presa.

L’aiuto che ebbi durante i primi anni da parte di mia mamma (esperta sarta nella confezione della campionatura dei capi presso importanti abitifici di Mondovì), mi permise di apprendere l’uso delle macchine per cucire (provenivo da studi e da un lavoro completamente diversi e non avevo mai avuto tempo di avvicinarmi al cucito), mentre l’innata passione per la meccanica di mio marito affiancata ai corsi specifici che frequentò sin dall’inizio della nostra avventura, gli consentirono di cimentarsi con sicurezza nel servizio di assistenza tecnica.

Ci impegnammo entrambi a frequentare corsi di aggiornamento, e, con costanza, determinazione nonché impegno economico e personale (all’epoca i nostri figli erano ancora molto piccoli) ci recavamo, talvolta anche all’estero, per partecipare ai corsi: per me, erano quelli finalizzati all’uso ed alle dimostrazioni delle macchine, mentre per mio marito si trattava di corsi tecnici. Ciò ci portò anno dopo anno ad essere sempre più preparati nel nostro settore e a diventare uno dei negozi più apprezzati e affidabili a livello nazionale.

Infatti, pochi anni più tardi l’Husqvarna, importante marchio svedese dal 1873, ci invitò nella sua sede in Svezia per prepararci come rivenditori qualificati Husqvarna. In quel momento capimmo che la nostra scelta era quella giusta e che non avremmo potuto vendere altro prodotto, se non macchine per cucire. Frequentare i corsi (sia tecnici sia pratici) fu un’esperienza stimolante e produttiva perché di fatto portammo l’esperienza dell’Accademia del Cucito Svedese a Mondovì. Iniziammo con immediato successo i corsi di cucito sartoriale e creativo e allo stesso tempo dedicavamo particolare attenzione alle dimostrazioni delle macchine, spesso anche fuori sede, per mantenere alta l’attenzione e la curiosità sulla macchina per cucire.

Nel frattempo, l’aumentata richiesta di riparazione delle macchine, ci permise di sviluppare al meglio il settore tecnico. Ciò comportò per mio marito un impegno sempre maggiore e crescente, mantenendosi aggiornato sui sistemi meccanici ed elettronici in continua e veloce evoluzione, e garantendo assistenza tecnica sia nell’officina del negozio sia a domicilio.
Incrementando le vendite, organizzammo i corsi di addestramento all’uso, in incontri mensili, distinti per tipologia di macchina. Essi sono da sempre una delle caratteristiche della nostra attività, perché ancora oggi forniamo, per ogni macchina venduta sia essa semplice o più elaborata, l’addestramento all’uso, gratuito ed illimitato nel tempo.

Nel 1990 otteniamo la licenza per il commercio ambulante e da quell’anno iniziò la nostra partecipazione a fiere e mercati settimanali. Operavamo su largo raggio. Eravamo presenti ai mercati settimanali di Mondovì, Dogliani, Ceva, Carrù, Fossano. Per quanto riguarda le fiere annuali partecipavamo al bue grasso di Carrù, alla fiera fredda di Borgo San Dalmazzo, a san Giovanale a Fossano, al tartufo di Alba, ai porri di Cervere, a santa Lucia a Ceva, alla napoleonica di Narzole, alla ciliegia e ai santi di Dogliani, al marrone a Cuneo, alla fiera del miele a Montezemolo, alla fiera di maggio e alla fiera di san Crispino a Pieve di Teco, a san Giovanni a Imperia, alle fiere di Ventimiglia, Vallecrosia, Arma di Taggia… e, ultime, non perché meno importanti, per 20 anni consecutivi, la grande fiera d’estate di Cuneo e per 28 anni consecutivi la fiera della Natività di Maria Santissima al Santuario di Vicoforte.

Per quanto riguarda i marchi, avendo chiuso nel frattempo i negozi Necchi e Singer, ci vennero offerte tali concessionarie che accettammo di trattare con molto orgoglio. Successivamente facemmo spazio sui nostri scaffali man mano ad altre importanti marche: Bernina, Elna, Pfaff e Janome. Vogliamo ricordare un periodo per noi molto consolidante sotto vari aspetti, durante il quale vendemmo le macchine per cucire Seiko, marchio che oggi non esiste più.

In questo trentennio di attività, sugli scaffali abbiamo sistemato modelli di anno in anno sempre più moderni ed evoluti. Inoltre siamo fieri di aver potuto assistere, più di 25 anni fa, alla progettazione e alla fabbricazione delle prime macchine per ricamo completamente autonome.

Oggi, conduciamo la nostra attività in modo molto diverso, adattandoci ovviamente alle esigenze odierne. Pertanto abbiamo sostituito fiere, mercati e dimostrazioni fuori sede, con l’e-commerce. Tuttavia, il servizio di addestramento all’uso, di assistenza tecnica e di garanzia e di disponibilità nel significato più ampio, verso tutti i nostri clienti, continua ad essere prioritario nell’organizzazione della nostra attività.

Continuiamo ad essere motivati, ad avere la stessa voglia di aprire il negozio al mattino esattamente come trent’anni fa, a volerci aggiornare con serietà e professionalità e soprattutto continuiamo ad entusiasmarci quando mettiamo a disposizione delle nostre clienti le conoscenze e l’esperienza maturate in tutti questi anni.

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